Vera Bes – Affronta i tuoi incubi. Intervista a Riccardo Milanesi

Durante le giornate del Roma Web Fest (26-28 Settembre) abbiamo incontrato Riccardo Milanesi, autore della web serie L’altra, il cui l’originale impianto narrativo si reggeva sull’interazione degli spettatori-utenti su Facebook. Milanesi è stato ospite del panel sulle web serie interattive che abbiamo organizzato all’interno del Festival, e in quell’occasione ne abbiamo approfittato per farci raccontare il suo ultimo progetto web seriale, Vera Bes – Affronta i tuoi incubi, diretto da Francesco Mazza.

Chi è Vera Bes?

Vera Bes è una tatuatrice che quando non fa tatuaggi fa la consulente onirica, cioè attraverso la tecnica dei sogni lucidi che ha imparato da sua nonna entra nei sogni altrui. Nella serie, persone che hanno incubi ricorrenti contattano Vera tramite Facebook per essere ricevute. Prima lei entra assieme al cliente nel sogno lucido, ovvero nel preconscio, successivamente entra da sola nell’inconscio del cliente per liberarlo dall’incubo. In ogni puntata c’è una caso diverso, ma come c’insegna la serialità contemporanea ci vuole anche una trama orizzontale, infatti, la nonna di Vera è morta e lei vuole vendicarsi… e nel corso delle puntate capiremo come farà.

Quali riscontri sta avendo la serie?

La serie è distribuita sul web, in questo momento l’episodio pilota è sul canale Vera Bes di YouTube, oltre che sul sito ufficiale (www.verabes.com), e dopo circa una settimana ha avuto circa 130 mila visualizzazioni. Anche il canale YouTube conta diversi iscritti. Secondo me, tra i dati riscontrabili contano di più quelli qualitativi di quelli quantitativi, soprattutto nel momento in cui le web serie su YouTube sono inflazionate, e il nostro pilota, che dura 16 minuti, viene quasi sempre visto dall’inzio alla fine, è difficile che dopo pochi minuti la visione venga interrotta. Questo ci fa piacere perché si vede che la serie piace e appassiona. Vera Bes è uno dei pochi esperimenti in Italia di produzione di buon livello, nel senso che dietro c’è una casa di produzione, Zodiak Active, con esperienza nella televisione che ha deciso di produrre la serie, scegliendo di distribuirla sul web e vedere che effetto che ha. I costi di produzione ovviamente non sono stati quelli di una fiction tv ma per gli standard del web non è stato un investimento “leggero”. La Zodiak Active si è impegnata a investire sulla produzione e le risorse perché anche lei voleva creare un lavoro di qualità.

Come mai a scelta di scrivere episodi lunghi, quando i tempi della fruizione in Rete sono abbastanza veloci?

Sì, su Internet l’attenzione scema in poco tempo, però, creando prodotti di qualità si crea anche una controtendenza. Siamo abituati alla velocità in Rete, ma il nostro obiettivo è stato quello di creare un prodotto seriale con l’idea di avvicinarci davvero alla serialità distribuita in televisione, cioè quella americana e anglosassone, per quanto riguarda il linguaggio e l’estetica, cercando di fare un prodotto di qualità nonostante le puntate lunghe, puntando sul tenere gli spettatori davanti allo schermo, anzi, qualsiasi tipo di schermo. Ad esempio, abbiamo riscontrato che molte visualizzazioni avvengono sugli smartphone, ed è incredibile che sullo smatphone uno si veda un’intera puntata di sedici minuti, però ci abbiamo provato, sia a livello di scrittura che direalizzazione, cercando di mantenere una qualità tale da tenere viva l’attenzione dello spettatore.

Come nella web serie precedente che hai scritto, L’altra, Facebook è ben presente, ma questa volta fa è parte stessa della narrazione. Che tipo di commenti riceve Vera Bes?

Diversamente da L’altra, in Vera Bes Facebook rientra come parte diegetica. Vera ha una pagina facebook (qui) sia nel mondo seriale che in quello reale. Mi ha sempre stimolato usare i social network, non solo per fare marketing, ma per inserirli direttamente nella narrazione. I commenti che riceviamo procedono un po’ a ondate. Le persone parlano della serie e c’è sempre qualcuno che ha un piede nella fiction e uno nell’interazione reale, infatti Vera Bes riceve complimenti in quanto Vera Bes e riceve complimenti in quanto serie.

Insisti molto sul concetto di qualità. Pertanto che ne pensi della proliferazione in Rete di web serie amatoriali, spesso poco attente appunto, alla qualità e alla tecnica?

Sono dell’idea che sul web ci debba essere spazio per tutto e tutti. Se uno ha un’idea creativa, la vuole sviluppare e la vuole illustrare agli altri, ci sta, e il web lo rende possibile. Poi certo, sembra brutto dirlo ma ci penserà il mercato comunque a fare selezione e dare un ordine alle cose, lo dimostra il fatto che certi prodotti hanno più successo rispetto ad altri.

Qual è il futuro delle web serie nello scenario italiano?

Le cose andranno come sempre, cioè si guarderà verso quelle tendenze che cominciano in America e che poi arrivano negli altri paesi. Sicuramente Netflix prima o poi arriverà anche da noi, e le cose cambieranno tanto, allora non ci sarà più la distinzione tra serie tv e serie web, tra televisione e computer. Ci sarà sempre un divano dove ti metterai comodo e guarderai uno schermo, ma non importerà più da dove arriveranno le immagini, se da un antenna, da una connessione, o da altro. Certo, all’inzio ci sarà confusione, ma quella appena descritto sarà la direzione.. si, ora faccio contenuti per il web, in futuro potrò fare contenuti in generale. Mentre la differenza che rimarrà sarà quella tra prodotto a basso o ad alto budget, perché Netflix, Hulu e Amazon hanno ridefinito il concetto di investimento, uso delle risorse e originalità, e se poi creeranno uno standard questo non potrà fare altro che aumentare le opportunità di vedere prodotti di qualità.

Per vedere il pilot della serie, cliccate il seguente LINK.

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