Dall’ITVS Digital Open Call a MEERKAT: il video online è protagonista al SXSW.

Il South by Southwest (SXSW) è uno dei festival più eclettici e dirompenti nel panorama degli appuntamenti internazionali dedicati alla creatività digitale. Dieci giorni di conferenze, proiezioni, workshop ed eventi dal vivo che gravitano attorno a musica, cinema e media interattivi. In particolare l’area che raccoglie gli appuntamenti dedicati ai media digitali e interattivi è in forte espansione e attira ogni anno un numero crescente di partecipanti: oltre 32.000 nell’edizione 2014, provenienti da più di 80 nazioni diverse, i quali hanno avuto la possibilità di scegliere tra un cartellone di più di 1100 eventi dedicati all’interattività nelle sue diverse forme e declinazioni mediali.

Tra gli eventi dell’edizione 2015, particolare rilievo ha avuto il video online, con due appuntamenti che identificano due direttrici interessanti per l’evoluzione dell’audiovisivo negli ambienti web sociali e partecipativi: da una parte l’attenzione per le webserie e per le opportunità di finanziamento di pilot indipendenti attraverso open call e dall’altra l’interesse per la dimensione partecipativa della produzione e, soprattutto, della distribuzione video, attraverso lo streaming in diretta via mobile app che rilanciano sui social, in particolare Twitter, il flusso di immagini girate live dagli utenti.

Il primo tema è oggetto di un panel intitolato “Who’s Going to Fund My Webseries?” che si è tenuto il 17 Marzo e che ha visto tra i relatori i rappresentanti di Independent Filmaking Project, The Horizon Factory, Indiegogo e Independent Television Service (ITVS). Al centro di analisi e discussioni le nuove opportunità di finanziamento per le webserie indipendenti. Ed è proprio ITVS che, attraverso la voce di Karim Ahmad, Digital Content Strategist, ha colto l’occasione del panel per annunciare un nuovo bando di finanziamento che ha l’obiettivo di incentivare la produzione di opere originali, indipendenti e sperimentali indirizzate alle piattaforme digitali pubbliche. Si tratta della Digital Open Call 2015 rivolta ad autori che vogliano trovare i fondi per la realizzazione di webserie fiction o nonfiction, con una struttura a episodi o antologica, con elementi interattivi e transmediali o meno. Si tratta di un’operazione che evidenzia il crescente interesse dei soggetti istituzionali per le potenzialità espressive della serialità web e per le sue modalità produttive e distributive, caratterizzate da processi più snelli e con meno attriti rispetto ai progetti realizzati dai grandi player e broadcaster. In particolare la serialità web appare come un terreno per sperimentare nuove forme di racconto e nuovi approcci narrativi, soluzioni per le quali i processi decisionali e le strategie delle produzioni broadcast possono costituire un fattore di rallentamento. Le webserie indipendenti, proprio grazie all’assenza di attriti legati a logiche produttive che caratterizzano i media tradizionali, possono affrontare temi delicati con un’immediatezza di sguardo e una libertà espressiva capaci di suscitare l’interesse di quagli stessi player che hanno difficoltà nel realizzare simili contenuti. Ed è questo uno dei punti chiave alla base della ratio che spinge istituzioni come ITVS a proporre opportunità di finanziamento per la realizzazione e la distribuzione di pilot e serie web. Portare quel potenziale creativo e produttivo su temi di interesse pubblico e sociale attraverso finanziamenti che incoraggino la realizzazione di opere seriali indirizzate a canali non commerciali. Come ha evidenziato a SXSW Karim Ahmad: “We want to support makers of digital series who will invite those voices into the public discourse around current social issues with envelope-pushing, innovative, genre-bending stories designed specifically for online and mobile audiences.” Il risultato è un bando aperto che porterà ai vincitori (selezionati tra coloro i quali avranno risposto entro il primo luglio 2015) un contratto da 10.000 a 50.000 dollari per attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla realizzazione della serie web e per la distribuzione della stessa su canali digitali pubblici, come PBS.org. L’immediatezza di sguardo e la rapidità del processo produttivo sono parole chiave che caratterizzano il (e sono portate al loro significato estremo dal) secondo progetto che riguarda l’audiovisivo online e che ha catalizzato l’attenzione di pubblico e media al SXSW 2015: si tratta di Meerkat, una App mobile disponibile dal 27 febbraio 2015 su piattaforma iOS che garantisce lo streaming live su Twitter dei flussi video ripresi in tempo reale dal proprio dispositivo mobile. Il fattore dirompente di Meerkat è proprio l’immediatezza, unita alla connessione con il potenziale di ampia distribuzione garantito dai social, da Twitter in particolare. La semplicità d’uso è alla base del successo dell’applicazione, che ha già dalla sua parte una base di più di 150.000 utenti. E’ sufficiente scaricare l’App (attualmente solo per iOS, ma è in sviluppo la versione per Android) e installarla sul proprio dispositivo mobile, aprirla e premere un pulsante per cominciare a riprendere con la telecamera e mandare in diretta le immagini attraverso Twitter. Sull’account comparirà automaticamente un link e chiunque, selezionandolo, potrà seguire in diretta il reportage dell’utente che ha iniziato a trasmettere live. Se in una prima fase Meerkat garantiva che tutti i follower Twitter dell’account “reporter” ricevessero automaticamente la notifica dell’evento live tramite un tweet con il link al flusso video (flusso prettamente live, di cui non rimane registrazione dopo la fruizione dal vivo), a seguito dell’acquisizione da parte di Twitter di Periscope, che fornisce una funzionalità simile, questa opzione è stata disabilitata. Ma il potenziale di Meerkat rimane molto elevato, così come le ambizioni del team di sviluppo. Come ha infatti detto Ben Rubin, il CEO e cofondatore della società che ha sviluppato l’App, durante l’evento di presentazione a SXSW: “Vogliamo essere la piattaforma primaria di contenuti generati da utenti”. Il trend verso contenuti che vanno sempre più nella direzione di una grande spreadability, a fronte di una elevata volatilità dei dati, trova in Meerkat una sintesi particolarmente efficace: l’uso del dispositivo mobile collegato alla rete dati, l’ipersemplificazione dell’interfaccia utente e la trasparenza del processo di distribuzione, totalmente automatizzato (l’utente preme un solo tasto per fare tutto, riprendere e inviare live ai propri follower lo streaming, di cui una volta interrotto il flusso non resterà traccia) sono i punti di forza dell’App. E sono la semplicità e la trasparenza di Meerkat a suggerire pratiche d’uso nuove, anche per quanto riguarda la distribuzione su ampia scala, attraverso network relazionali, di flussi live non centrati necessariamente sull’evento ma sull’emittente. Dopo le YouTube Stars nascerà una nuova generazione di Meerkat Star, influencer che frequenteranno con i loro follower gli eventi più trendy ed esclusivi? O si consolideranno comunità mobili di attivisti che useranno Meerkat per monitorare in tempo reale eventi politici e di interesse pubblico? Nascerà un nuovo mercato per gli user generated live streaming o per eventi performativi tra esperienza immersiva, teatro e urban game? Le potenti suggestioni di Meerkat non derivano dalla tecnologia in sé, ma da quella disarmante semplicità d’uso e dall’intuizione di appoggiarsi a Twitter par la distribuzione di contenuti in live streaming, idee forti che hanno trovato nell’evento di SXSW ulteriore cassa di risonanza per un successo annunciato.

 

Maggiori informazioni al seguente LINK.

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