Festival: Rome Web Awards 2015. Intervista a Giuseppe Capudi

Nel panorama italiano delle web serie e dell’audiovisivo online il Rome Web Awards è un momento importante, una finestra sul mondo della web serialità e del videomaking sul web che accomuna  artisiti, registi, sperimentatori di linguaggi che hanno trovato nella Rete il territorio più florido per comunicare e mostrare la loro originalità, passione e creatività. Non per nulla il RWA si ispira agli Academy Awards riproponendo una meritata atmosfera da notte degli Oscar ai webartist selezionati.

Dietro l’organizzazione di questo evento, coadiuvato da Stefano Indraccolo, c’è Giuseppe Capudi (a.k.a. Scorpione), prolifico videomaker romano con alle spalle diverse web serie, tra cui Shadows, premiata anche al prestigioso LAWEBFEST, e altre serie per il web come Di(c)e Game, Larpers Pills e il web doc seriale Memories From the Past.

 

Poche settimane fa sono uscite le nomination dell’edizione 2015 e abbiamo notato l’ottima risposta avuta dal Fest dal punto di vista internazione per questa nuova edizione; sintomo non solo del crescente interesse mainstrem per le web serie come formato mediale emergente la cui innovazione si fa veicolo di nuove esigenze comunicative e artisitiche, ma anche di un fitto dialogo senza forntiere tra artisti di tutto il mondo, che ben esprime il senso di lavorare per e con il web.

In attesa dell’imminente edizione 2015 del RWA, abbiamo approfittato della disponibilità di Giuspee Capudi per fargli qualche domanda sul Fest e sul futuro della web serialità.

Quali sono le aspettative per l’edizione di quest’anno?

Per questa seconda edizione, devo essere sincero nel dire che non ci aspettavamo questo enorme successo. Le aspettative erano minori, ma non perché non avessimo lavorato bene sul progetto, solo perché statisticamente, il secondo anno di un festival come il nostro, è sempre quello del famoso “calo” di iscritti ed interesse. A noi invece è accaduto esattamente il contrario, con un numero crescente di opere in concorso, soprattutto straniere e di altissimo profilo. Quest’anno abbiamo raccolto opere di 12 paesi provenienti da ben 4 continenti, di cui alcune addirittura nominate e vincitrici ai prestigiosi Emmy Awards.

Qual è stato il criterio di selezione che avete adottato?

Il criterio di selezione agli RWA in realtà è molto semplice, si visiona l’opera, e se non ha grandi e particolari “difetti” come può essere la pornografia o il razzismo, passa automaticamente in selezione. Sicuramente l’inserimento nelle successive nomination, come gli Oscar, anche per questo siamo stati nominati gli Oscar italiani del web, è più difficile e selettiva. Anche se con la nuovissima formula di quest’anno suddivisa per categorie base e a loro volta suddivise in altrettanti premi tecnici, fa si che tutti possano avere le loro chance, e il festival non potrà mai essere razziato dalle produzioni più importanti come accade quasi sempre in altri festival del settore. Oltretutto quest’anno il festival si divide in tre grandi eventi, l’RWA di Merito, di Eccellenza e il Tournament. Nel primo, le opere in concorso si contenderanno la maggior parte dei premi, circa 230 e sottolineo tutti assoluti. Poi è il turno dell’RWA di Eccellenza, un altro evento di premiazione dove entrerà in nomination solo chi ha vinto i premi di eccellenza, quindi una specie di categoria di elite. Ed infine, ma non meno importante, l’RWA TOURNAMENT. Il terzo evento annuale, dove tutte le opere in concorso si contenderanno le palme delle migliori opere dato dal pubblico, con premiazione a settembre.

Cosa è cambiato in un anno nel mondo delle produzioni di web serie in Italia? c’è qualche genere narrativo, o sistema produttivo che sembra prevalere nello scenario nostrano? ti senti di fare delle previsioni per il futuro della web serialità e delle produzioni indipendenti?

Avendo portato avanti assieme a Stefano, già ben due edizioni del più importante evento di premiazione del web indipendente italiano, posso dire con certezza che le categorie più affollate sono sempre le stesse due, il comedy ed il drama. Questo non vuol dire che le altre categorie siano sguarnite, anzi, tutto il contrario, ma c’è una certa predominanza delle suddette categorie. Questo probabilmente per la maggior facilità nel poter portare avanti un prodotto senza effetti speciali o scenografie troppo particolari e costose da parte dei creatori delle opere. Ricordiamo che stiamo sempre parlando di web, e quindi al momento almeno in Italia, si tratta per la maggiore di opere a budget zero. Le opere italiane, a differenza di quelle straniere, sono sempre un po’ altalenanti. In alcuni periodi si vedono dei prodotti davvero eccellenti, in altri invece la qualità cala un pochino. Tutto questo sicuramente perché non avendo ancora produttori che investono nel settore, come invece accade negli States e soprattutto in Canada, i nostri bravissimi video maker devono per forza di cose fare di necessità virtù.

 

…per maggiori informazioni sul Rome Web Awards, visitate il sito, cliccando il seguente LINK.

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