Web Serie: Storycode Torino e le Web Serie D’Autore

L’evento Web Serie d’Autore – Idee, Linguaggi Produzione e Opportunità di Business, organizzato dal gruppo di Storycode Torino in collaborazione con la redazione di EmergingSeries è alle porte (qui la descrizione dell’evento)

Quando? Giovedì 9 Aprile dalle 9.00 alle 13.00 presso la Sala Movie  – Film Commission Torino Piemonte, via Cagliari 42, Torino. 

Verranno presentate le web serie:

Futour 2045, Mikò, Home, Due di Picche, Occhi al Cielo.

Ma se non potete essere presenti, non vi preoccupate, qui potete seguire lo streaming: http://www.telecomitalia.com/storiealfuturo

Intanto vi lasciamo con un interessante tentativo di definizione della web serie formulato da Simone Arcagni che potete trovare sul sito Storycode Torino:

Che cos’è una webserie? Sembrerebbe una domanda facile per una risposta semplice eppure così non è e io con il gruppo di ricercatori che ho riunito nella piattaforma  EmergingSeries e la rivista ES Journal ci stiamo ponendo la questione in maniera approfondita.

Sicuramente una webserie è una serie per il web. Un racconto quindi a episodi che nasce nel web e che si appoggia a una o più piattaforme online… un sito, una webtv, un social, in particolare YouTube. Questa è sicuramente una definizione sufficiente ma non soddisfacente. Il termine “serie” ai più rimanda alle serie TV, e infatti per molti webserie significa una serie di fiction, sul modello di quelle televisive, che però sceglie come canale preferenziale il web. Ma anche questa è una definizione forse sufficiente ma poco soddisfacente. Se infatti risponde a pieno a quello che molti intendono per webserie, taglia fuori tutto un mondo di sperimentazioni, linguaggi, forme e modi che invece a mio parere rientrano a pieno titolo nella definizione di webserie.

Proviamoci ancora, e proviamoci, magari, tenendo ben presente che scegliere la Rete non è un’operazione neutrale perché significa entrare nei suoi meccanismi, nelle sue strategie e in ciò che gli utenti lì si aspettano. E infatti le webserie solitamente si appoggiano ad un proprio sito, postano gli episodi su YouTube e poi aprono una serie di social connessi che hanno il compito, non solo di comunicare, ma di propagare i contenuti su diverse altre piattaforme: circolano così su Facebook, Twitter e così via. Non si tratta solo di una strategia di comunicazione, si diceva, ma di un vero e proprio carattere specifico dei contenuti web nativi: essi si muovono, si incanalano in flussi di comunicazione, si aprono ai commenti, alla creazione di archivi personali e individuali, divengono oggetto di discussione, citazione. La webserie quindi è una modalità comunicativa del web con alcuni caratteri specifici: l’adozione dell’audiovisivo, l’episodicità, la frammentazione, l’archiviazione e un’esperienza che passa soprattutto per i social network.

Forse così ci avviciniamo maggiormente a ciò che si può intendere con webserie: la webserie quindi è di per sé interattiva, in quanto è nel web, è sottoposta a processi di commento, condivisione, partecipazione. Una webserie può essere prodotta “dal basso”, essere completamente indipendente, addirittura non-professionale, casalinga, figlia del fandom, prodotta grazie una campagna di crowdfunding e magari attraverso un processo produttivo di crowdsourcing. Oppure può essere professionale o semi-professionale. Può essere prodotta da una major o da un grande player come Amazon, Netflix o Yahoo!. La webserie è figlia di una strategia produttiva e comunicativa che è quella dei media publisher, nuovi player di contenuti che aggregano forme diverse, pensando ad un pubblico nuovo che sceglie di fruire i contenuti su diversi device, in tempi e spazi differenti. Le strategie di narrazione sono così spesso transmediali o crossmediali, lo storytelling si declina per venire incontro ad un’esperienza audiovisiva che l’utente tende a fare propria, a personalizzare per poi condividere.

Ogni progetto di webserie contiene spesso le indicazioni di esperienze possibili, promette una flessibilità di consumo, si adatta ad un modello ubiquo di fruizione. La webserie spesso si ibrida con forme diverse e remixa generi differenti… ci sono webserie di non-fiction, tutorial, reality, educational, companion, aziendali, interattive e quant’altro.

La definizione di webserie allora potrebbe essere quella di un linguaggio audiovisivo che nasce specificatamente nel web e che del web assume forme, strategie e modelli di comunicazione. Un linguaggio che assume modi, forme, estetiche come quelli cinematografici e televisivi, ma di cui poi fa una sintesi e soprattutto che immette in un modello tecnologico, di fruizione e di forme non neutro che è quello del web.

La webserie allora è un linguaggio audiovisivo del web che si propone secondo una scansione ad episodi che vanno a formare un database, e che si caratterizza con la compresenza di un contenuto e di una strategia comunicativa che prevede l’interattività, la condivisione, la personalizzazione e forme di comunicazione transmediali. In misura maggiore o minore…

Ma allora quali sono le webserie più significative? Le più belle? Le più caratteristiche?
Intanto guardate quelle selezionate per l’incontro di Storycode del 9 aprile e per saperne di più curiosate nel nostro sito Emergingseries….

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