Cinque webserie in cerca di produttore: 3 Squarci nell’iride. La webserie partecipata costruita dal pubblico. Intervista agli autori

Dall’ 8 al 22 febbraio 2015 si è svolta la votazione dei soggetti proposti per l’episodio 1 come continuazione dell’episodio pilota. Il soggetto vincitore è stato Tre squarci nell’iride (con 1589 voti su circa 3700 totali) che ha dato il titolo all’intera webserie.

Sinossi Episodio 1

Poiché la storia narrata nella web serie è sviluppata dagli utenti del web, al momento è possibile fornire una sinossi che si riferisce soltanto all’ episodio 1. Fulvio Lucci, giornalista e scrittore di cronaca nera, indaga su una serie di delitti connessi da uno stesso modus operandi e che egli attribuisce a un killer affetto da alessitimia (disturbo che consiste in un deficit della consapevolezza emotiva che compromette la capacità descrittiva dei propri stati emotivi). Di parere avverso è il commissario Bardi, che conduce in parallelo l’indagine di polizia. Una donna, che si allontana dal luogo in cui è avvenuto l’ultimo delitto, potrebbe essere la chiave per fare luce sul caso. L’idea alla base del Progetto Granfaro consiste nella realizzazione di una webserie giallo/thriller concepita e sviluppata direttamente dagli utenti del web a partire dall’episodio pilota già realizzato dal gruppo Granfaro. Il meccanismo è semplice ed è strutturato in 3 fasi.

 

FASE 1 – PROPOSTA DELLA STORIA

Gli utenti del web visualizzano il pilota della serie (o gli episodi che sono stati prodotti fino a quel momento) e propongono la continuazione della storia, inviando il soggetto del successivo episodio seguendo alcune regole di base (www.granfaro.it ->CONTEST->REGOLE)

FASE 2 – SELEZIONE DELLA STORIA

Gli utenti della rete votano i soggetti proposti (www.granfaro.it ->CONTEST->vota soggetto).

FASE 3 – REALIZZAZIONE DELL’ EPISODIO

L’episodio viene realizzato a partire dal soggetto vincente del contest e l’autore del soggetto più votato verrà coinvolto nello sviluppo della puntata.

 

Intervista agli autori

Graziano Riccio (G), Fabio Garreffa (F), Rosario Romeo (R) (ideatori del format alla base del “Progetto Granfaro”)

 

1. Come è nata l’idea del tuo progetto?

G: In seguito ad una “folgorazione” avuta in una giornata uggiosa per le vie di Roma, propongo a Fabio e Rosario di riunire un gruppo di persone allo scopo di realizzare un progetto cinematografico innovativo. Nasce così il “Progetto Granfaro”. La parola “Granfaro”, oltre a essere l’acronimo dei nostri nomi, rappresenta soprattutto un manifesto della nostra filosofia su come fare cinema: mettere in luce nuovi talenti e illuminare percorsi creativi che troppo spesso rimangono in ombra.

 

2. Cosa e chi ti ha spinto a svilupparlo?

G: Sicuramente la grande passione per il cinema e per le storie in generale e la consapevolezza che chiunque, non soltanto i professionisti del settore, possa concepire idee vincenti per lo sviluppo di una trama attraverso la propria immaginazione.

R: Ho accolto l’idea di Graziano come una grande sfida. Dopo anni passati a guardare film, a leggere, pensare e parlare di cinema era ormai divenuto incontrollabile il mio desiderio di “fare” cinema mediante un progetto originale e ambizioso.

F: Da regista ho diretto vari cortometraggi e l’idea di realizzare un prodotto web nativo rappresenta per me un’esperienza nuova e devo dire che mi affascina molto.

 

3. Perché pensi che sia importante che qualcuno investa le proprie risorse nel tuo progetto (punti di forza)?

R: Il punto di forza del nostro progetto è sicuramente l’aspetto innovativo della narrazione volto da un lato a sollecitare la partecipazione attiva degli utenti del web e dall’altro a sfruttare un medium moderno come la web serie per valorizzare un genere come il giallo all’italiana anni 70 (a cui noi ci ispiriamo) che in passato ha dato origine ad un raro periodo in cui uno stile letterario italiano veniva apprezzato ed imitato anche all’estero. Dal punto di vista di un investitore (produttori e brand), credo che possa essere molto interessante disporre di un format che “raggiunge” in più occasioni gli utenti (scrittura della storia, votazione dei soggetti, fruizione dell’episodio) e in maniera continuativa.

 

4. Chi c’è dietro l’ideazione e quali sono i costi preventivati?

G: La realizzazione della nostra web serie è un progetto indipendente che attualmente non si avvale di nessuno supporto in termini di sponsor e finanziamento. L’episodio pilota è stato autoprodotto. Adesso cerchiamo sponsor e/o co-produzioni per realizzare il primo episodio a partire dal soggetto vincitore del contest (“ 3 squarci nell’iride”) che ha ricevuto 1589 voti su circa 3700 totali e che ha dato il titolo all’intera web serie.

F: La sceneggiatura degli episodi, tratta dai soggetti vincitori dei vari contest, sarà firmata da Franco Ferrini, uno dei maggiori sceneggiatori italiani con più di cinquanta film all’attivo tra i quali “C’era una volta in America”, vari lavori con Dario Argento (“Phenomena”, “Opera”) e “Acqua e sapone”. La regia degli episodi sarà curata da me, con Rosario aiuto regista e Graziano direttore di produzione.

R: I costi dipendono ovviamente da cosa gli utenti inventeranno per il prosieguo della storia negli episodi successivi. Grazie ad alcune linee guida che abbiamo definito per la scrittura dei soggetti, possiamo stimare un costo totale su 9 episodi pari a circa 200.000 euro, ricorrendo a tecniche di ripresa e fotografia vicine al linguaggio cinematografico piuttosto che a quello delle webseries.

 

5. Ti sei ispirato a qualcosa o qualcuno in particolare nel costruirlo?

G: L’ idea del format riprende un po’ quanto già visto per il caso “Lost in Google” di The Jackal ma si differenzia per il fatto che agli utenti viene richiesta l’intera scrittura del soggetto di un singolo episodio (non dei semplici suggerimenti) e che è sempre il popolo della rete a decretare la storia migliore.

F: Per quanto riguarda il genere della web serie, ci ispiriamo, come già detto allo stile tipico del thriller all’italiana degli anni 70. In tal senso, punti di riferimento per il progetto sono autori quali Dario Argento, Luigi Bazzoni e Sergio Martino.

 

6. Qual è l’obiettivo principale del progetto?

R: Da quanto detto in precedenza, si evince che gli obiettivi del nostro progetto sono essenzialmente due: uno di forma e l’altro di contenuto. Dal punto di vista della forma miriamo allo sviluppo e alla divulgazione di un format narrativo che si avvale della creatività collettiva (di esperti del settore e non) per l’ideazione della trama di un prodotto seriale. Allo stesso tempo, affidando agli utenti stessi la selezione della trama migliore, puntiamo a far avvicinare in maniera diretta la “domanda” del prodotto all’ “offerta”.

F: Dal punto di vista del contenuto, il nostro scopo è quello di recuperare la rappresentazione formale e narrativa dello stile tipico del thriller all’italiana degli anni 70, la cui costante ricerca e sperimentazione di inquadrature e movimenti di macchina, mai banali ma di forte impatto visivo, richiamavano l’attenzione sulle potenzialità visive del linguaggio cinematografico. Una costruzione tecnico-narrativa incentrata sull’atto del vedere, tanto sul piano delle angolazioni e dei movimenti della macchina da presa, anche nell’ampio uso di soggettive e macro, sfociando in lunghi piani sequenza o all’opposto in un arguto e disinvolto uso del montaggio, quanto sull’attenzione accurata per l’elemento scenografico-architettonico e sonoro-musicale.

 

7. Qual è secondo te la forza del web?

G: Il web ha una grande forza, un potere che permette a tutti di comunicare, informarsi e fruire di contenuti multimediali in maniera semplice e diretta.

F: Il web consente di abbattere i tempi e i costi legati alla distribuzione di un prodotto audiovisivo rispetto ai canali più classici (cinema e TV) oltre ad avere la capacità di raggiungere un numero elevato di utenti in pochissimo tempo.

R: Il web rappresenta il futuro del prodotto audiovisivo e la web serie da semplice veicolo per autori in cerca di canali alternativi di visibilità si sta trasformando sempre più in un mezzo “ufficialmente” riconosciuto.

 

8. Perché hai deciso di puntare su un prodotto seriale?

G: Ovvio che per un progetto come il nostro, che prevede l’interattività con gli utenti e lo sviluppo della trama “dosata” in più istanti temporali, la scelta di puntare su un prodotto seriale è la migliore se non l’unica.

 

9. Quanto è importante l’audience e quanto invece il produttore?

R: Se ci riferiamo al generico rapporto tra produttore e consumatore di un prodotto cinematografico è chiaro che tra le due figure possano spesso sorgere interessi contrastanti: mentre il primo sottolinea maggiormente le motivazioni economiche, il secondo segue motivazioni sociali e/o riguardanti l’intrattenimento. Ma le due figure rivestono congiuntamente un ruolo fondamentale nello sviluppo di un prodotto perché il produttore pensa sempre al tipo di pubblico che può raggiungere con la sua opera e il pubblico, col suo consenso, determina o meno il successo del produttore. Negli ultimi anni sta rapidamente mutando la natura stessa del consumo che vira verso modelli sempre più relazionali, esperienziali e partecipativi. Considerando che un pubblico diventa tanto più partecipe quanto più è libero di aggiungere qualcosa alla narrazione di un’opera offerta da un produttore, il nostro progetto assegna all’audience una grande importanza, dando comunque l’opportunità al produttore di stare costantemente a contatto con il proprio target.

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