Da Shadows of the Plague ai The Jackal: Intervista a Rosalia Le Calze

L’appena concluso Sicily Web Fest ha riportato l’attenzione del mondo webseriale nei confronti della creatività di giovani videomaker e autori di fiction per il web: un mondo in continuo fermento in cui immaginari e generi vengono mescolati di continuo in maniera fresca e nuova.

Questo è il caso di Rosalia Le Calze, giovane videomaker palermitana con all’attivo una webserie horror, Shadow of the Plague, diversi corti e un recente stage presso i famosi The Jackal.

La nostra collaboratrice Giorgia Lodato ha incontrato Rosalia Le Calze. A seguire la sua intervista e gallery delle foto (in fondo alla pagina).

 

Come hai cominciato a fare videomaking?

Fin da piccola speravo di diventare regista, guardavo parecchi film e scrivevo racconti di vario genere preferendo l’horror ed il fantascientifico. A 10 anni andai a vedere X-Files al cinema, ero l’unica bambina dentro la sala. Già a 13 anni avevo una telecamera in mano e sapevo cos’era un campo lungo o un piano americano, grazie ai miei studi da autodidatta su manuali di regia che “divoravo” con grande interesse. Successivamente mi sono iscritta al Dams di Palermo e parallelamente continuavo a fare video sempre meno amatoriali e con le reflex. Nel 2012, con un piccolo investimento, ho acquistato tutta l’attrezzatura di cui ora dispongo ed ho dato vita all’associazione culturale “Septième Art – Laboratorio Di Arti Multimediali”. Recentemente sono stata ammessa al Centro Sperimentale di Palermo, dove ho avuto l’onore di imparare la settima arte attraverso maestri come : Daniele Ciprì, Roberto Andò, Mario Balsamo e molti altri. Non saprei risalire ad una data d’inizio perchè è un percorso che seguo da sempre, ma indubbiamente la nascita della Septième ha dato un nuovo aspetto ai miei lavori in campo professionale.

Il tuo primo progetto è una web serie horror “Shadow of the plauge” come mai hai scelto questo genere? Ti ha portato vantaggi o svantaggi il genere horror?

“Shadows” è una web serie diretta da me e dal mio collega Alessio Messina, come già accennato sono sempre stata affascinata da questo genere, trovandolo oltretutto molto divertente da realizzare. Ciò che ha portato svantaggi all’interno della serie non è stato il genere ma il budget. Sono state tagliate 20 scene fondamentali per la storia con la presenza di personaggi non spiegati a causa di ciò, abbiamo avuto problemi di audio difficilmente risolvibili, abbiamo perso due computer durante la post produzione, insomma l’elenco dei disastri è veramente molto lungo ma alla fine siamo comunque riusciti a chiudere il progetto portando a casa qualche premio.

 

Come è nata la collaborazione con i The Jackal? Quale era il tuo ruolo all’interno della troupe?

Mi trovavo a Napoli per la realizzazione di un trailer esteso e per pura coincidenza conobbi Ruzzo Simone. Inaspettatamente mi chiamarono per un breve colloquio e da lì a poco iniziai a lavorare con loro per il progetto RAI Mash-up, dieci cortometraggi di genere comico riguardanti trasmissioni di successo della Tv italiana, io mi occupavo del materiale di backstage. I The Jackal sono un gruppo di ragazzi estremamente preparati, professionali, ma allo stesso tempo simpatici ed esuberanti. Il mio periodo con loro è stato uno dei migliori momenti in campo lavorativo.

 

Cosa pensi del futuro delle serie web?

Le web serie sono un fenomeno relativamente giovane e tutt’ora lo stiamo sperimentando scoprendo cose sempre diverse. Cambia il mezzo di fruizione (dalla tv ad internet), cambia il linguaggio e persino il pubblico, che se non viene “accattivato” entro i primi 30 secondi chiude la pagina (triste storia). Non credo ci sarà un’inversione di marcia verso la televisione, ma prevedo un cambiamento di distribuzione da YouTube verso Facebook. Ormai caricare un video su YouTube è come gettare un ago su un pagliaio. Da poco bazzica in me l’idea di convertire il mio ultimo lavoro War’s Sunrise in una web serie di cinque puntate, ma sto ancora ragionando sull’eventuale distribuzione che spero proprio non sia YouTube.

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