Dal Sicily Web Fest: fino alla fine del Festival

Si può consegnare con tanto ritardo l’articolo sulla chiusura di un festival?

Sì, e perché?

Perché si ha bisogno di tempo per metabolizzare al meglio l’esperienza totalizzante appena trascorsa.

Ah e come vorresti trasmettere la sensazione di quanto appena vissuto?

Forse l’unica maniera che renda appieno l’idea sarebbe un flusso di coscienza.

Ah tu vorresti scrivere un articolo tramite un flusso di coscienza? Esatto, un po’ stile… Joyce.

OK provaci!

….dunque mi concentro e la prima cosa che mi viene in mente è… Orogenesi!

Milioni di anni fa, eruzioni vulcaniche e placche di terra che spostandosi generano montagne che di colpo emergono dall’acqua. Magma che diventa lava e scurisce, ecco l’isola di Ustica, piccola perla del Mediterraneo, pirati e saraceni, natura incontaminata, cactus e fichi d India. Nuotare in mezzo ai ricci e a pesci di 50 cm di lunghezza, luna e sole al tramonto sul mare. Badge e magliette colorate. Parlare per immagini, parlare solo in inglese con colleghi di almeno 10 latitudini differenti, notti in discoteca sulla costa all’ombra di un faro marittimo, proiezioni e tavole rotonde, un bar con vista sul porto. Un bar sempre pieno fino a notte fonda con decine di videomaker, e artisti in genere che si confrontano e si contaminano a vicenda. Cercare disperatamente una connessione WiFi per aggiornare i propri blog con notizie e foto dall’isola, ricordare a memoria le password delle varie postazioni per passarle ai colleghi in cerca di Rete. Granita ai fichi, granita ai fichi d’india, serata di premiazione, pasta alla norma, vino, photo call e tanti tanti selfie. E poi un aliscafo che si porta via tutti.

Ma una scena resterà più impressa di tutte nella mia mente: siamo ai bordi di una piscina sul terrazzo di un Hotel di Ustica, io Xin Atsushi , Dipu e Joel che parliamo dei prossimi festival e sorseggiamo vino rosso in tazzoni da latte, quando ad un certo punto iniziamo a sentir letteralmente friggere l’aria sopra di noi, alziamo gli occhi al cielo e notiamo un minuscolo meteorite (impropriamente stella cadente) che entrato ormai in contatto con l’aria s’incendia e precipita sulle colline. Ci guardiamo stupiti come bimbi e Joel in inglese fa sorridere tutti con la frase: «è appena iniziata un’invasione aliena!».

È proprio vero, il cinema è il nostro chiodo fisso. Se tutti sapessero vedere il mondo in maniera tanto giocosa le cose andrebbero giusto un tantino, ma proprio un tantino meglio…

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