Il Korea Web Fest premia il talento italiano

Il K-Web Fest, è l’unico web fest in Asia (dopo la chiusura dello sfortunato Hong Kong Web Fest) e si è concluso venerdì 31 luglio, due giorni dopo la sua prima presentazione in Corea del Sud, alla presenza del Ministro della Cultura, di numerose istituzioni e dei più importanti produttori d’Oriente.

Il K-Web Fest celebra le webserie, un mercato crescente grazie agli utenti di smartphone e tablet, dediti a guardare contenuti web di breve durata. In Corea, uno dei Paesi più cablati del mondo, i giovani preferiscono guardare i contenuti audiovisivi sugli smartphone.

Secondo quanto riportato da alcuni periodici coreani, nel mese di maggio, EXO Next Door, una serie di 16 episodi, avente come protagonisti i membri di una delle più famose boy band della Corea del Sud K-Pop EXO, ha stabilito il record di webserie locale più vista, con 50 milioni di visualizzazioni. In questo contesto si inserisce il K-Web Fest, il cui fondatore è Yang Man Kang, produttore di vari film di successo e di una web serie Kimchi Warrior (2009), venduta alla televisione nazionale e prodotta per oltre 200 episodi.

In partnership e con il sostegno di Michael Ajakwe, fondatore del Los Angeles Web Fest, Yang Man Kang, ha creato il festival della Corea del Sud, per permettere al resto del mondo di conoscere la grande produzione di web serie coreane. In questa prima edizione le web serie locali in concorso sono state 90, ma alla selezione finale sono arrivati 70 progetti, di cui 42 provenienti dall’estero e 28 dalla Corea. Tra questi ultimi, i direttori dei web fest internazionali presenti all’evento, hanno selezionato le opere che saranno ospiti di diritto dei propri festival. Inoltre, insieme al Roma Web Fest, durante i convegni , sono stati chiamati a parlare i principali fondatori di questo “movimento” (Michael Ajakwe -Los Angeles; Jean Michel Albert – Marsiglia; Steiner Ellingsten – Melbourne), che ha cambiato il destino di una realtà considerato inizialmente di serie B. In soli 5 anni questi prodotti webnativi circolano facilmente nel mondo grazie alla rete formata tra circa 40 Web Fest.

L’evento è stato patrocinato dal Ministero sudcoreano della Cultura, Sport e Turismo, dall’Agenzia della “Corea Contenuti Creativi”, da Seocho District e GB Boston Investment Company. Probabilmente si è trattato della più bella “prima edizione” di un web fest, con grandi investimenti economici soprattutto da parte dello Stato coreano. Lo spettacolo di apertura è stato incredibile: sul palco si sono accese le luci e abbiamo visto arrivare le pop star più amate della Corea, il gruppo K-Pop formato da 6 cantanti/ballerini che hanno portato un fiume di giovani fan al festival. Il premio più acclamato della serata è stato, infatti, quello ricevuto da Kang Seung-Yoon, boy band che ha vinto il premio come miglior attore nella sezione drama, Ci siamo lasciati. Il premio più importante, però, è stato dato ad una web serie italiana. Milano Underground ha ricevuto il premio come Miglior Web Serie del Mondo e questo ha riempito di gioia me e tutti quelli che in questi anni hanno lavorato al Roma Web Fest, perché scegliere il prodotto giusto e mandarlo ai festival internazionali più appropriati è il compito più difficile.

Quando la seconda edizione del Roma Web Fest è stata vinta da Milano Underground, molti hanno detto che era un’opera “poco web e più cinematografica”. All’estero questo concetto non esiste. Un buon prodotto, se è tale, deve viaggiare su tutti i canali distributivi e troverà il suo pubblico. Milano Underground, realizzato da Giovanni Esposito, Chiara Battistini e Paolo Bernardelli, era la web serie più internazionale, tra quelle italiane in concorso nel 2014, e per questo l’abbiamo portata di diritto alle selezioni finali al K- Web Fest dove ne è stato riconosciuto il valore. Alla fine della cerimonia di premiazione i direttori dei web fest internazionali hanno dichiarato che la vera sfida per le web serie è avere il riconoscimento di “legittimità”.

Tutti stiamo cercando di essere legittimati, presi sul serio come creatori e narratori, come produttori e scrittori. In questo contesto, i web fest stanno giocando un ruolo nella legittimazione dei contenuti. Michael Ajakwe ha definito il mondo delle web serie un “embrione” rispetto al cinema e alla televisione. Eppure, forse, tra 10 anni, il suo embrione sarà più popolare di cinema e televisione. Ricordiamoci che questo è un mercato nascente che in realtà proviene dalle persone e non dalle aziende. Sono le persone a decidere quello che vogliono vedere.

Yang Man Kang ha concluso dicendo che la narrazione e il processo di produzione e di distribuzione sono tutti elementi flessibili e, in particolare, il sistema di distribuzione dei prodotti webnativi, si distingue nettamente da quella dei film ad alto budget, per la sua intrinseca dinamicità. I film vanno fuori mercato se non riescono ad andare in sala, mentre le webserie sono libere da questo recinto.

Inoltre, grazie agli strumenti del web, si può scegliere il proprio pubblico prendendo di mira le comunità online e le categorie specifiche, i cui membri possono avere interesse per i contenuti offerti. Il viaggio è ancora lungo, ma un altro importante tassello nella storia di questi prodotti audiovisivi webnativi (oggi definiti in Francia non più web serie, ma serie digitali), è stato messo, con grande stile, partecipazione ed entusiasmo.

Ringraziamo Janet per averci fatto vivere da vicino la prima edizione del Korea WebFest.

Stay Tuned!

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