Canto di Natale – La smartseries: il digital remake di Charles Dickens ideato da Riccardo Milanesi e Mattia Zoratti

Vi ricordate cosa “girava” su Facebook durante le vacanze di Natale di cinque anni fa? L’Altra (2010) di Riccardo Milanesi: la prima webserie pensata specificatemente per usare la comunicazione via Facebook al fine di creare uno storytelling. Se non vi ricordate, vi rinfresco brevemente la memoria: la giovanissima Martina Dego era rimasta bloccata nella biblioteca della scuola durante le vacanza di Natale e l’unico modo che aveva di comunicare con l’esterno era una webcam mal funzionante e la sua pagina Facebook. Presto, grazie ai commenti degli utenti Facebook, Martina aveva capito che un suo doppio aveva preso possesso della sua identità. Ecco, in quell’occasione Riccardo Milanesi aveva creato la prima Facebookseries, anticipando di diversi anni l’attuale fenomeno che vede la produzione di webserie che sposano le caratteristiche strutturali della piattaforma in cui “circolano”, come sta avvenendo con i social Vine e Instagram, incui delle storie vengono raccontate tramite episodi fatti da brevissimi video che una manciata di secondi, spesso in modalità loop tali da divenire indistinguibili da una gif animata.

Questo Natale il mondo del digital storytelling vede arrivare un nuovo prodotto firmato da Riccardo Milanesi e Mattia Zoratti, Canto di Natale – La smartseries. Si tratta, come appare evidente dal titolo, del remake dell’omonima famosa opera di Charles Dickens in chiave digitale, da fruire esclusivamente sui mobile device (smartphone e tablet). Sembra che i due creatori abbiano voluto risponderea una domanda: come si potrebbe raccontare la storia di Scrooge ai tempi della convergenza mediale e secondo le strategie delle webserie?

…ma che cosa è Canto di Natale?

 

È una smartseries, perché la storia si svolge interamente su uno smartphone ed è stata creata e sviluppata per essere vista al meglio su smartphone e tablet. La vicenda è raccontata attraverso 3 micro-episodi, da vedere sui dispositivi mobili, in verticale e a tutto schermo. Lo spettatore vedrà tutto quello che succede in tempo reale sul telefono del protagonista, il ventenne Edo (scr00g3) Sarti, interpretato dal modello Lorenzo Turni, che come l’Ebenezer Scrooge del romanzo di Dickens, odia i momenti di unione familiare e le feste, ma soprattutto non sopporta il Natale. Durante la vigilia di Natale riceve sul suo smartphone la visita di 3 spiriti che gli mostreranno il Passato, il Presente e il Futuro.  La vicenda si svolge durante la vigilia di Natale: il ragazzo mentre sta navigando su Facebook viene contattato su Whastapp dal fantasma del Natale Passato che gli mostra come, nella sua infanzia, viveva il Natale con serenità insieme alla sua famiglia. Successivamente attraverso videochiamate, messaggi su Facebook ed e-mail, Edo viene contattato anche dai fantasmi del Natale Presente e Futuro.

La serie verrà messa online (tutti e tre gli episodi) il 25 dicembre 2015 sul sito www.cantodinatale.com, sul canale Youtube e sulla pagina Facebook di Canto di Natale.

 

A seguire una breve intervista a Riccardo Milanesi

 

Come nasce l’idea della smartseries? E perché hai scelto di fare il remake di un classico della letteratura?

L’idea di fare una smartseries (speriamo la prima di tante) è venuta perché i video vengono visti sempre di più sui dispositivi mobili. E così ho pensato di creare un nuovo genere: non più solo web series, ma anche appunto “smartseries”, pensate e sviluppato apposta per essere viste su smartphone. Il format della smartseries è semplice: la storia viene raccontata attraverso lo smartphone del protagonista (dialoghi su whastapp, pagine facebook, videochiamate), e viene fruita dagli spettatori attraverso uno smartphone. Essendo appunto una modalità di fruizione nuova, volevamo testarla su una storia già conosciuta e la storia di Dickens, con i fantasmi che fanno visita a Scrooge, si presta benissimo.

 

Cosa ti aspetti dal lancio di Canto di Natale?

Anche se il periodo natalizio è molto rischioso, ci piaceva farla uscire il giorno di Natale, perché è l’unico in cui le persone non accendono il computer, ma lo smartphone se lo portano anche a tavola con i parenti.

 

Con uno dei tuoi progetti precedenti, L’Altra, avevi sfruttato le caratteristiche comunicative di Facebook per creare uno storytelling seriale; con Canto di Natale sposti l’accento sulle modalità di fruizione e il dispositivo. È questa una delle innovazioni possibili nel digital storytelling contemporaneo?

Secondo me sì, lo storytelling digitale sugli smartphone ha potenzialità enormi. Micro-storie da seguire ovunque ci si trovi.

 

Sei considerato un digital storyteller lungimirante e innovativo. Cosa vedi nel futuro delle webserie e delle digital serie in Italia dopo l’arrivo di Netflix?

Netflix ha cancellato la differenza tra webseries e serie tradizionali, perché produce serie che un tempo si sarebbero definite “televisive”, ma la fruizione è in streaming. Quello che dovrebbero fare gli autori di serie a basso budget (quelle che si definiscono ancora webseries o ad esempio le branded series) è sperimentare linguaggi differenti, puntare su racconti transmediali, partecipativi, mescolare la “realtà” dei social con la “finzione” dello storytelling e utilizzare di più il mobile.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...