Hidden. Intervista a Riccardo Cannella

Un’isola, un traghettatore silenzioso, cinque persone invitate da uno sconosciuto. Il mistero si infittisce quando durante la cena una registrazione accusa loro di aver provocato, causato o attentato la morte di qualcuno. Per questa ragione. devono morire tutti.

Sulla pagina Facebook di Hidden la nuova webserie di Riccardo Cannella si leggono poche righe che ben descrivono le atmosfere claustrofobiche e surreali del nuovo lavoro del giovane regista e videomaker palermitano. Ho avuto l’occasione di vedere i primi tre episodi di Hidden, e l’impressione che mi sono fatto è quella di un lavoro solido, dall’intreccio accattivante, in cui lo spettatore è spinto a ricostruire cosa si cela dietro il mistero che avvolge i personaggi “maledetti” della serie.

Nessuno sa perché sono lì, come se fossero in attesa di scontare la loro punizione, tra il reciproco sospetto per la morte che ha colpito uno di loro durante la cena, e il ricordo ossessivo di una colpa comessa in passato. Riccardo Cannella, con uno stile spiccatamente cinematografico e un gusto per la narrazione non lineare e a tratti surreale, ricama attorno alla forma seriale, episodio dopo episodio, i tasselli per rivelare la verità nascosta di Hidden.

La serie, che sarà online a partire dal 10 settembre, vede la partecipazione di Sofia Vigliar, Ivan Oliveri, Alberto Baraghini, Diego Facciotti, Federica Carruba Toscano, Alessio Barone, Antonietta Bello, e come per le due serie precedenti, Run Away e Web Horror Story, è stata girata nell’Isola di Ustica: una location da cui il giovane regista è riuscito anche in precedenza a trarre le più intense sfumature, trasformando il paradiso naturale dell’isola in un cupo scenario per viaggi onirici e storie horror.

Ho fatto un paio di domande a Riccardo sul suo nuovo lavoro alla regia di una webserie, e ne ho approffitato per chiedergli anche qualcosa sulla nuova edizione del Sicily Web Fest che partirà tra poco (26-28 Agosto) e le nuove attività della Cinnamon, la sua casa di produzione.

 

Come è nata l’idea di Hidden?

Fin da quando ero bambino, ho sempre avuto la passione per i gialli di Agatha Christie, in particolar modo per “10 Piccoli Indiani”. L’idea di poter realizzare qualcosa ispirato al romanzo mi ha sempre affascinato e ho pensato fosse una sfida interessante per una serie web. Infatti si tratta di un’idea già sfruttata nel cinema, ma nuova per le webseries, dove gli adattamenti letterari sono ancora poco comuni. Così, dopo aver conosciuto Cristiano Bolla, uno dei vincitori del Sicily Web Fest 2015 e dopo la sua decisione di contribuire alla produzione e alla sceneggiatura del progetto, ho pensato fosse arrivato il momento di recuperare e soddisfare quel piccolo desiderio.

Cosa si deve aspettare lo spettatore dalla tua nuova webserie? Cosa ha di simile e di diverso rispetto a Run Away e Web Horror Story?

Come per gli altri miei lavori, Hidden porta avanti un’idea di cinema per il web ben precisa, che non racconta tutto e subito, ma fornisce allo spettatore alcuni indizi per ricostruire piccole parti della storia. Ogni serie che ho realizzato contiene al suo interno qualcosa in più rispetto ciò che viene raccontato e certamente è necessario uno spettatore attento per cogliere o “ascoltare” tutte le sfumature. Si tratta di piccoli indizi che mettono lo spettatore nelle condizioni di dover ragionare, anche istintivamente, su ciò che sta accadendo, oppure di semplici indizi che arricchiscono la storia e i personaggi. La diversità, invece, sta nel genere e nel fatto che questa volta avremo più protagonisti. Volevo distaccarmi dall’horror, ma lasciare comunque quell’alone di mistero e solitudine che caratterizza i miei lavori. Così come è stato per Jonathan in Run Away e per Stefano in Web Horror Story, anche in Hidden i protagonisti vivono il tormento della propria condizione e di un destino già deciso. Quell’isola dunque, così fredda e distaccata, non sarà altro che specchio del loro animo.

Qualche anteprima dal Sicily WebFest?  

Il Sicily Web Fest di quest’anno si presenta come una conferma di quanto di buono è stato fatto nella precedente edizione. Con alcune novità interessanti, il Premio Del Pubblico, che verrà assegnato all’autore che saprà presentare la propria serie nel modo più convincente durante la serata del 27, l’app “Tracity” realizzata dal gruppo TRASIVO su Ustica  e sul Sicily Web Fest, e il Percorso dell’isola di Ustica in Realtà Aumentata, realizzato dal collettivo di live cinema KOMPLEX, in collaborazione con EmergingSeries. Per il resto, non abbiamo voluto stravolgere nulla, ma solo migliorare e arricchire gli eventi proposti l’anno scorso. Vogliamo lasciare il tempo a tutti i partecipanti di conoscere e di conoscersi, senza stress, ma con solo l’idea di vacanza, divertimento e webserie. Ancora una volta il festival sarà un incontro tra il “web e il cinema”, con autori provenienti da tutto il mondo e la cultura della nostra Sicilia. Il programma prevede, infatti, degustazioni, incontri, presentazioni delle serie in concorso e naturalmente l’attesissima serata di premiazione.

C’è una qualche tendenza comune che hai ritrovato nelle webserie in concorso?

Diciamo che ho visto diversi modi di concepire le serie web. Nel 2012, quando ho realizzato Run Away, c’era la tendenza a realizzare prodotti interattivi più o meno complessi. Credo che a distanza di quattro anni, questa tendenza si sia affievolita. Nonostante questo, il web sta ancora cercando una propria dimensione. E sebbene le distribuzioni internazionali prediligano serie commerciali, al festival sono presenti serie di ogni genere, anche con forti impronte autoriali. Questo aspetto è ciò che più ho apprezzato, la webserie non solo come forma di intrattenimento, ma come espressione artistica e soprattutto come cinema libero.

Con la tua casa di produzione, la Cinnamon, stai avviando una scuola di regia. Ci puoi dire qualcosa al riguardo, e quali sono le finalità della scuola?

La Cinnamon Film School nasce per creare una nuova opportunità. Vogliamo che i giovani abbiano una scelta, la possibilità di dire: “Voglio studiare cinema e fare cinema in Sicilia!”. Il percorso è ancora lungo, ma abbiamo coinvolto diversi esperti e professionisti nazionali e internazionali, che hanno appoggiato il progetto con entusiasmo. Con i nostri corsi vogliamo intraprendere un excursus attraverso il cinema nella sua forma più classica, fino ad arrivare alla sua nuova forma seriale e mettere in pratica quelle regole universali, che partendo dalla sceneggiatura portano alla messa in scena cinematografica, senza dimenticare di rivolgere lo sguardo al futuro.

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