Lost in Sardinia: le eccellenze enogastronomiche della Sardegna in una webserie

Le grandi città sono centri del potere, punti di emanazione della cultura che pullulano di vita. La modernità delle metropoli è attraente e sfavillante ma talvolta opprimente e alienante. La webserie Lost in Sardinia, diretta da Davide Melis, può far dimenticare la frenesia della vita di città per, al contrario, far riscoprire un esistenza più lenta e appassionata.

 

Seguendo le ricerche di Sibylle, una studentessa a cui è stato affidato il compito di studiare le strategie di marketing di alcune aziende rurali sarde, ci si incammina in un viaggio che passa dalle storie di veri allevatori, agricoltori e artigiani e che affronta la questione dello scontro generazionale e il conflitto tra natura e cultura. Sibylle, interpretata da Tamara Iaia, è una ragazza nativa della Sardegna, ma che rivendica come patria il mondo. Inizialmente riluttante all’idea di dover riabbracciare uno stile di vita per lei ormai sorpassato come quello degli agricoltori sardi, Sibylle finirà per riscoprire nuovi sentimenti d’amore per la sua terra d’origine. Questa webserie, composta da venticinque episodi di una durata che varia dai cinque ai nove minuti, è stata prodotta dalla Regione Sardegna che si è così impegnata a raccontare e promuovere l’alta qualità dei prodotti locali.

Lost in Sardinia è stata presentata il 9 Dicembre da Mirko Lino di EmergingSeries all’interno del programma della XII edizione del Festival del Cortometraggio Mediterraneo “Passaggi d’Autore“.

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