The Void e l’Hyper Reality immersiva

Durante i prossimi mesi i visori in Realtà Virtuale potrebbero entrare nella lista dei desideri di una consistente porzione di consumatori, aggiungendosi così alle forme esistenti di intrattenimento casalingo. Prima ancora che questa tecnologia mostri il suo effettivo potenziale e dunque si possano ricavare cifre attendibili in merito alle unità vendute, alcuni sviluppatori hanno iniziato a muoversi verso forme di intrattenimento impossibili da replicare a casa. É il caso di Ken Bretschneider, alla guida del progetto The Void. Si tratta di un’attrazione basata sull’Hyper Reality: i suoi sviluppatori l’hanno infatti concepita come un “potenziamento” della Realtà Virtuale, perchè permette di costruire elementi digitali sopra un ambiente reale ed interattivo in tempo reale (si possono facilmente individuare tratti simili a quanto si conosce in merito alla produzione di contenuti in Realtà Aumentata).

L’obiettivo è superare fin da subito i limiti in termini di libertà di movimento, e dunque di immersività, dei VR headset già rilasciati o dall’uscita imminente. The Void unisce all’utilizzo di un VR headset l’esplorazione di uno spazio reale, dove pareti, folate di vento, spruzzi di acqua e persino mutamenti di temperatura danno la sensazione di vivere un’esperienza a più dimensioni. Ovviamente un visore da solo non è in grado di garantire questa esperienza. Chi vuole entrare nel mondo virtuale deve indossare dei guanti per interagire con gli elementi dello scenario e un’imbracatura che sostenga un laptop e sensori in grado di assicurare un feedback tattile: in altre parole questi potranno replicare la sensazione di ricevere colpi di arma da fuoco o essere vicino ad un’esplosione.

Fra i traguardi da raggiungere c’è anche quello di perfezionare il sistema di tracciamento del corpo: nonostante ciò lo staff è presente sul posto per garantire la sicurezza. Laser tag, attrazione da luna park, IMAX: sono queste le più facili associazioni ad esperienze già consolidate che si possono fare descrivendo The Void. Associazioni senza dubbio limitanti, in quanto il progetto può contare sulla possibilità, insita nella progettazione di mondi virtuali, di creare contenuti digitali potenzialmente illimitati e sempre diversi. Il progetto è ancora in fase alfa: l’apertura del primo VEC (Void Entertainment Center) e dei beta test è prevista nei mesi estivi di quest’anno a Pleasant Grove, in Utah. L’intento finale di Bretschneider e del suo team è quello di aprire quanti più VEC possibili in futuro, nella speranza che la maggiore immersività dell’esperienza The Void basti ad assicurare loro il successo nel panorama dell’intrattenimento di nuova generazione.

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