WE WAIT, l’esperienza in VR della BBC che racconta l’esodo dei profughi siriani.

Giornalismo e televisione continuano a sperimentare nuove forme di racconto dell’attualità con la crossmedialità, e la crisi siriana è certamente al centro dell’attenzione e del dibattito. Il Dipartimento di Ricerca e Sviluppo della BBC ha commissionato a Aardman Studio WE WAIT un’esperienza in VR che mette al centro le storie di chi fugge dalla guerra e su un gommone prova a raggiungere la Grecia.

Oltre all’urgenza del racconto c’è il desiderio di indagare le potenzialità e il coinvolgimento di nuovi pubblici che la VR sembra poter intercettare. Il progetto è realizzato per essere visto con il caschetto Oculus Rift e cerca di far rivivere l’esperienza di una navigazione notturna nelle acque dell’Egeo con tutte le aspettative, le paure e le speranze di chi compie quel viaggio. Per la sua realizzazione il team creativo ha trascorso molti mesi ad ascoltare le storie di chi è riuscito a raggiungere l’Europa, il team tecnico ha invece lavorato a lungo con il motion capture per cercare di rendere l’esperienza il più credibile possibile.

L’interazione avviene in maniera molto sottile, attraverso lo sguardo lo spettatore decide che posto occupare all’interno della storia e con chi entrare in relazione. Darren Dubicki, regista di Aardman Studio dice che usare la realtà virtuale come medium è stato molto sfidante, sia dal punto di vista tecnico che creativo, ma molto utile e prezioso per sondare le sue capacità di narrazione, non solo in termini di storia e di scalabilità produttiva, ma perché ha permesso loro di comprenderne alcuni limiti attuali, soprattutto per quel che concerne la visione in tempo reale. Queste considerazioni hanno portato ad una scelta di sottrazione e di linguaggio, che ha poi virato verso l’uso dell’animazione. E’ stato fatto uno sforzo per cercare di non concedere un unico punto di vista allo spettatore, accettando il fatto che potesse decidere di seguire più protagonisti, scelta che in qualche modo rimanda più al teatro che ad altre esperienze in VR. La questione della possibilità dello spettatore di procedere nella storia liberamente è uno dei nodi che la VR sta cercando di affrontare, e implica la capacità del regista di lasciare che la storia evolva fuori dalla consueta linearità.

Il desiderio è quello della totale immersione in un mondo, esperienza che forse solo la lettura e i giochi sono in grado di fornire, perché stimolano e amplificano le capacità di immaginazione. Tutte queste potenzialità potrebbero essere maggiori con la VR. Questo è quello che pensano all’Aardman Studio. Per la BBC è invece un ottimo terreno di ricerca per migliorare i contenuti e la qualità dell’informazione, «better inform, better educate and better entertain» recita il motto del Dipartimento che ha anche inaugurato un’area Taster. L’utente può iscriversi e scaricare gratuitamente i progetti in VR e quelli a 360° per dare un contributo sull’esperienza e l’usabilità del mezzo. I feedback sono fortemente richiesti.

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