#IDSAcademy2017: seconda giornata

Seconda giornata di lavoro ieri per i partecipanti agli IDSAcademy 2017 nella cornice dei Cantieri Culturali della Zisa. Dopo una sessione di “Ice Breaking”, durante la quale gli ospiti hanno avuto la possibilità di conoscersi meglio attraverso il gioco, il programma giornaliero è proseguito con la pitching session. I videomaker hanno presentato i loro progetti e mostrato i trailer dei documentari in fase di sviluppo, ricevendo poi i feedback di esperti del settore, produttori e registi.

I progetti presentati sono stati dodici: Nel mondo di Danilo Monte e Laura D’amore, seguito di un film sulla fecondazione assistita ed incentrato sul primo anno di vita di Alessandro, figlio del regista; L’ultimo volo per Punta Raisi di Gaetano Di Lorenzo, un film che prova a far luce sul disastro aereo del 5 maggio 1972; Tango mucho qué contar di Federico Savonitto, la storia di Morgana, una donna livornese cantante di tango, che sogna di andare in Argentina per ricominciare; Obaida di Leonardo Cinieri Lombroso, documentario che vede protagonista un ragazzo siriano che fugge dal conflitto del suo paese poiché vincitore di una borsa di studio dell’Università La Sapienza di Roma; The brutalist project di Carlotta Berti, film che si focalizza sul delicato caso della demolizione di un quartiere di case popolari a Londra; La classe di Pierfrancesco Li Donni, storia di una classe di scuola media della Zisa, quartiere di Palermo, guidata da un professore con un approccio pedagogico alternativo; Il colore di sera di Spartaco Capozzi, in cui un’anziana signora comincia a dipingere diventando così un outsider artist; Because of my body di Francesco Cannavà, storia del primo corso per assistenti sessuali per disabili in Italia; Il tango della vita di Erica Liffredo, che racconta la storia di Claudio, cui viene diagnosticato il morbo di Parkinson nel 2001, ed il confronto vincente con la malattia grazie all’amore della moglie ed alla passione per il tango; Il quinto figlio di Roberta Samperi e Ciro Valerio Gatto, documentario sul giornale indipendente di Messina “Il soldo” negli anni ’70 e ’80, del suo fondatore Aurelio Samperi e della sua famiglia; Scarti di Sara Pigozzo ed Enrico Meneghelli, che narra le vicende di ragazzi che abitano al limite estremo della Pianura Padana e fondano una band metal, indecisi se restare o lasciare il loro paese; Una vita normale di Irene Sollazzo, film di denuncia che tratta l’argomento dei giornalisti sotto scorta documentando l’esperienza di uno di loro, rientrato nei programmi di protezione nell’agosto del 2014.

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Nel pomeriggio tre esperti sono intervenuti per raccontare esperienze e le buone pratiche nel campo della produzione e della distribuzione. Stefano Tealdi ha presentato una classifica dei temi capaci di catturare l’attenzione del pubblico estero; Fabio Mancini ha spiegato il metodo di lavoro di Doc3; Caterina Turroni ha mostrato il caso di Mary Beard, un’insegnante di Cambridge, diventata protagonista di un programma di successo della BBC.

In serata gli Individual Meetings hanno chiuso la giornata, con una fase di dialoghi one-to-one fra registi e produttori.

Claudio Macaluso

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