Un’anteprima speciale di Human Flow agli #IDSAcademy2017

Nuova giornata per gli #IDSAcademy2017, e nuova proiezione serale connessa all’evento. Il Cinema Rouge et Noir è ancora una volta la sede di un’anteprima che in questo caso porta una firma illustre: l’artista cinese Ai Weiwei, già protagonista della primavera palermitana con la sua installazione Odissey ai Cantieri Culturali della Zisa. Il suo Human Flow è , chiaramente, un documentario, anch’esso presentato alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia. Parecchio chiacchierato, come del resto lo è da sempre il suo autore, Human Flow parla dei contemporanei flussi migratori che coinvolgono oggi ben 65 milioni di persone al mondo, un vero fenomeno epocale che sta definendo la nostra era.

A presentare il film, Alessandro Rais, direttore di Sicilia Film Commission; Massimo Arvat, fondatore degli IDS; Paola Nicita, critico d’arte e giornalista. Il primo ci introduce l’opera come un documentario-monstre, per la lunga durata (140 min.) e la notevole ambizione: più di un anno di riprese, una troupe di 200 persone, 25 paesi visitati… Un’opera che ha parecchio diviso – come afferma Alessandro Rais – poiché oltre alle lodi ha ricevuto anche alcune critiche per un abuso delle riprese con drone, funzionali però alla resa visiva delle masse umane in spostamento e dei vasti spazi in cui queste si muovono, e un’eccessiva presenza dell’immagine dell’artista, forse a sottolineare il suo coinvolgimento e punto di vista. Paola Nicita, introducendoci alla figura di Ai Weiwei artista e dissidente politico (inviso al governo cinese), descrive come il continuo ricorso alla propria immagine non è in effetti una novità nella sua pratica. Ma è l’impatto complessivo, sostiene Massimo Arvat, che alla fine convince, nonostante il documentario possa risultare a tratti non impeccabile.

La visione dà conferma di quanto anticipato dai presentatori: Human Flow è un documentario-valanga che guarda ai tanti esodi nel mondo, da lontano (le emblematiche visioni aeree) e da vicino (i singoli esseri umani in fuga, le loro storie, le loro speranze). L a minoranza musulmana dei Rohingya perseguitata in Myanmar, I Siriani in cammino verso l’Europa, il muro eretto al confine tra Messico e Stati Uniti, gli sbarchi in Sicilia di disperati dall’Africa, i Curdi ostracizzati politicamente e culturalmente dalla Turchia… sono moltissime le drammatiche situazioni filmate, in un giro del mondo non lineare. L’opera, proprio tramite la sua estensione dà idea dell’ampiezza del fenomeno, e si sofferma sulla chiusura delle frontiere, sulla necessità di riaffermare principi dei Diritti Umani, sulle motivazioni che spingono questi popoli ed etnie a lasciare loro malgrado la propria casa.

Si esce dalla sala pieni di informazioni e immagini, pronti al 4 ottobre, ultima giornata degli IDSAcademy.

Calogero Gambino

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