Internet Festival 2017: tra innovazione digitale e i nuovi strumenti narrativi

Le tecnologie si evolvono e con queste anche i modi di fare narrazione prendono nuove forme. Questo è il messaggio forte e chiaro che arriva dalla cornice pisana, durante i giorni dell’Internet Festival (Pisa, 5 – 8 ottobre) dove professori, tecnici del settore, comunicatori, professionisti del web e osservatori s’incontrano ogni anno per discutere delle nuove frontiere della rete e del mondo digitale; insomma, in questa manifestazione la cultura del digitale la fa da padrona. Tantissimi gli eventi, gli interventi e i dibattiti organizzati in queste quattro giornate. I temi trattati quest’anno sono stati vari: dalla cybersecurity ai big data, alle fake news fino alle nuove forme di pubblicità nell’era digitale ecc..

Ma la parola chiave del festival di quest’anno è stata sentiment analysis cioè tutto quel ventaglio di emozioni, opinioni e pensieri che appartengo alle community della rete, e che attraverso attualissimi strumenti tecnologici possiamo rilevare: orientamenti politici, tendenze economiche e di consumo, mode, direzioni e istanze sociali. Il sentiment orienta e influenza la nostra realtà quotidiana, così analizzarlo diventa necessario perché può fornire informazioni utili sui modelli, le relazioni e gli interessi delle singole community. La sentiment analysis attraversa la rete con i suoi algoritmi e indaga le modalità di reazione sulle sollecitazioni visive, verbali o scritte per estrarre informazioni soggettive da diverse fonti (soprattutto dai social media).

All’interno del programma del festival è stato dedicato ampio spazio all’area tematica delle “ visioni ”, con la proiezione di film, webseries, web documentary, poiché anche l’innovazione tecnologica incide sulle modalità narrative del cinema, questa affermazione diventa evidente con la proiezione di No Borders di Haider Rashid con la presenza dell’attore Elio Germano, uno dei primi documentari italiani girati interamente in realtà virtuale a 360°. Con questa modalità di ripresa lo spettatore ha la possibilità di potersi immergere nello spazio iperreale del centro di accoglienza Baobab di Roma, attraverso una tecnica, sempre più usata, che annulla le distanze e rende più partecipi gli utenti permettendogli di selezionare il proprio visibile. Elio Germano fa da narratore e ci accompagna per l’intero documentario, muovendosi tra il Centro Baobab di Roma e il Centro No Border di Ventimiglia, mostrandoci le motivazioni che spingono tanti migranti ad andare via dai loro paesi dove ormai c’è solo guerra e miseria.

Altro evento molto interessante dove ci si è concentrati sull’aspetto delle narrazioni è stato l’incontro dedicato alle “Nuove frontiere dello storytelling e i modi in cui la tecnologia può raccontare le destinazioni e far conoscere i luoghi” nella parte iniziale degli interventi ci si è focalizzati molto sull’aspetto turistico e del modo di come le piattaforme web possono raccontare un luogo come per esempio il nuovo portale turistico della Regione Toscana Visit Tuscany.

A seguire Roberto Malfagia ci ha portato nel mondo dei web doc affermando che “gli oggetti e gli elementi di un posto ci dicono sempre qualcosa di un determinato luogo” sono le storie che creano quella rete di relazioni raccontandoci cosa è stato quel posto” e ancora “ le storie ci aiutano al cedere del tempo, ricostruendo quel luogo”.

Il Malfagia pone l’attenzione sull’evoluzione dei media e di come nel corso della storia ogni nuovo media ha rimediato i media precedente poiché ogni media ha le sue singole peculiarità, così come i web doc hanno un elemento essenziale, quello della retroazione e della multimedialità. In questo modo, il relatore ci presenta i documentari interattivi nella quale è possibile vedere una forte dinamicità della narrazione. Nei documentari interattivi lo spettatore si trova al centro del racconto e può aggiornare e caricare nuovi contenuti, muoversi autonomamente e navigare all’interno della mappa narrativa (come i documentari in esempio) – “si gioca con la frammentazione che può essere ricomposta, creando con quei piccoli pezzi una narrazione completa” – da diffondere e promuovere successivamente attraverso la rete. Da qui inizia il nuovo modo di concepire la narrazione.

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Significativi i web doc interattivi presi ad esempio, come Night Walk in Marseille creato in collaborazione con Google, che permette attraverso una mappa geolocalizzata del territorio di Marsiglia di esplorare le vie della città,in un tour notturno fruibile a 360°, molto immersivo e arricchito dai suoni realistici delle strade e dalla voce narrante.

Un altro web doc interattivo prodotto per raccontare in modo diverso un territorio è Ilha Grande girato lavorando con la comunità del territorio, attraverso una mappa interattiva dell’isola si possono esplorare i luoghi grazie la voce e le immagini degli abitanti del posto.

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Un altro contributo è stato dato da Filippo Macelloni, parlando di Detour e Walking Cinema ci ha spiegato come creare guide interattive per la città e fare in modo che le persone visitino un luogo in compagnia di un racconto costruito con amore e competenza. Durante il percorso si è sempre accompagnati dal proprio smartphone, e la parte più analogica dell’esperienza è proprio il camminare. Filippo Macelloni, che collabora con Detour (premiata come migliore app del 2016), ci spiega come questa applicazione permetta di raccontare delle storie in modo cinematografico, accompagnando i visitatori per i luoghi, dove è possibile esplorare anche attraverso i suoni e con l’ausilio della voce narrante. I racconti sono ricercati e studiati per far vivere un’esperienza unica che solamente con questa applicazione il visitatore potrebbe conoscere. È uno strumento utile e preciso nella geolocalizzazione anche per chi volesse creare dei web documentary.

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Si prosegue con l’intervento di Francesca Detti co-fondatrice dei Licaoni Digital Studio, che lavora come sceneggiatrice e copywriter per filmati di comunicazione aziendale. Detti ha parlato di branded entertainment e di come le tecniche di storytelling possono incidere molto sui brand soprattutto se si tratta di promuovere un territorio. Con un approfondimento sullo storytelling territoriale e afferma che un territorio inserito all’interno di una narrazione ben costruita è qualcosa che si vende da sé, poi nello specifico ha descritto la realizzazione della webserie Elba – Eredità di Napoleone (premiata come miglior sceneggiatura al Roma Web Fest composta da 4 episodi di 8 minuti, prende spunti da alcuni fatti storici e dà  vita a una vicenda fantasy, trovando nel web la via per la distribuzione e la promozione territoriale dell’Isola di Elba.

Anche quest’anno l’Internet Festival si è rivelato un evento ricco di spunti all’avanguardia con una prospettiva sempre attiva e dinamica sulle novità e le nuove frontiere del digitale e della comunicazione.

Anna Venere Genova

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