The Slide Projector: una webserie che guarda al lungometraggio

Presentata alla XIII edizione del Festival Passaggi d’Autore, nella sezione dedicata all’eccellenza delle webserie dell’area mediterranea (coordinata da EmergingSeries), The Slide Projector è la prima serie firmata Mirko Zaru. Girata ad Oristano, si tratta di un thriller, ambientato perlopiù all’interno di un museo etnografico dove la guardia notturna – lo sfaticato Victor Martinez – verrà a conoscenza, torcia alla mano, di alcuni inquietanti misteri. Delle enigmatiche diapositive per un proiettore, lo stesso che dà il titolo al progetto, scatenerà imprevedibili conseguenze.

Zaru ha spiegato come l’intenzione iniziale fosse girare un lungometraggio, ma i limiti di budget hanno portato alla decisione di declinare il lavoro in una webserie. A noi di EmergingSeries ha raccontato a tal proposito: “Ho curato personalmente tantissime figure professionali per ridurre al massimo i costi della produzione […] la disponibilità delle location si limitava a due ore al giorno, tra montare le attrezzature, girare e smontare tutto e andar via. 6 episodi da 20 minuti ciascuno sono stati girati in 16 giornate, ma per un totale di sole 25 ore di girato circa. Se The Slide Projector esiste, lo devo a tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione, non percependo denaro e mettendo a disposizione il loro tempo”

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La vocazione da “grande schermo” si vede tutta, nel bene e nel male. È certamente riconducibile a questa l’inusuale lunghezza delle puntate, e alcuni elementi che si adattano forse un po’ a fatica al formato web, come un certo ingarbugliamento temporale e narrativo meno digeribile nel mondo di Internet. Zaru però ci spiega  “La prima stesura di “The Slide Projector” era più lineare: con la webserie ho dovuto creare quegli elementi che permettono di fomentare la curiosità nel pubblico, e lasciando la suspense tra un episodio e l’altro[…]. Nel lungometraggio, chiaramente, questa necessità di creare così tanti sbalzi temporali sarebbe venuta meno, benché si tratti proprio della particolarità che rende l’intreccio così macchinoso: la cosa non mi dispiace, in quanto si tratta di un thriller psicologico; ho messo in conto che i primi tre episodi avrebbero confuso un po’ le idee. La serie si muoverà in una direzione ben precisa che l’osservatore potrà apprezzare nei prossimi episodi. ”

Anche diversi riferimenti stilistici (specie al pulp), mantengono fedeltà a un linguaggio più pertinente al mondo del cinema classicamente inteso. Ma forse è proprio alla stessa fonte d’ispirazione che si deve una buona resa tecnica nonostante il budget minimo, e una sapiente padronanza di tensione e atmosfere quasi horror che permeano le sequenze in notturna per i misteriosi corridoi del museo, senz’altro le migliori, nonché quelle che maggiormente inducono curiosità verso la seconda parte della serie. Zaru promette: “A brevissimo usciranno i tre episodi già conosciuti completamente ridoppiati con una migliore dizione. L’uscita del quarto episodio sarà online il 16 Febbraio 2018”.

Nel frattempo ha di che rallegrarsi, dopo la vittoria ai Roma Cinema Doc, un premio al Roma Web Fest e diversi accessi alle finali di vari festival per il mondo: “Questa esperienza mi ha aperto gli occhi su un mondo cinematografico che è spietato se non ti muovi nei giusti modi, ma che ti permette di conoscere persone che possono imbastire concetti simili ai tuoi anche se a migliaia di chilometri di distanza. I Festival avvicinano gli artisti. Rimango fiducioso che in futuro avrò la possibilità di aprire collaborazioni con i nuovi amici che ho conosciuto e che stimo per il loro duro lavoro.”

Non resta allora che attendere la chiusura del cerchio e lo sbroglio della matassa: appuntamento al 16 febbraio.

Calogero Gambino

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