#Milzaman ritorna in formato home movie. Intervista agli autori

Dopo l’avventura del Crowdfunding nel portale Eppela.com che ha finanziato l’uscita della web serie MilzaMan, ritorna il supereroe più unto del Web, questa volta in formato DVD dove sarà possibile vedere un lungometraggio completamente rimontato delle tre puntate. Oltre al film sono presenti numerosi contenuti extra del collettivo La Maladolescenza come interviste, cortometraggi e inedite lezioni sulla Storia di Palermo inoltre sarà possibile trovare la slipcase dei personaggi illustrati da Roberta Di Pasquale.

Chi è MilzaMan?
Un anonimo venditore ambulante palermitano di panini con la milza, continuamente soffocato dalla malavita locale, in seguito a un incidente ottiene dei super poteri, come quello di lanciare milza rovente dal polso in stile Spider-Man. Con queste sue nuove capacità, l’uomo assume il nome di Milzaman e decide di combattere criminali e vessatori, diventando un vero e proprio supereroe made in Palermo.
Milzaman nasce come web serie, dal progetto di Vincenzo Campisi e Antonio Vezzari, membri del collettivo di videomaker La Maladolescenza, ma adesso si è evoluto in un vero e proprio film, distribuito in Home Video da Home Movies. Una pellicola low budget e indipendente, ma dotata di tanta ironia e chicche di sicilianità. Allora abbiamo deciso insieme a Vincenzo Campisi di approfondire il lavoro che hanno fatto per le realizzazione questa web serie e le tematiche principali trattate in MilzaMan con i messaggi intrinsechi che la web serie vuole tramettere al proprio pubblico.

Com’è nata la webserie e il suo supereroe Milzaman?
La web serie è nata chiacchierando e scherzando con gli amici durante una birra a Ballarò, in quel momento di conversazione e convivialità iniziarono delle curiose esclamazioni “Ma ti immagini un supereroe Palermitano? Sii sicuramente spara milza!” “Certo però se spara Milza coma fa a trasformarsi?” “Si trasforma perché gli cade addosso la spazzatura!” Così con queste esclamazioni scherzose pian piano il personaggio di Milzaman ha preso forma, e con questo è venuta fuori anche la sceneggiatura della serie. I creatori sono Luigi Mammana e Davide Ariali che hanno reso la web serie una vera narrazione di tre puntate anche se nella realtà gli episodi dovevano essere erano sette.

Come mai avete scelto il formato della web serie?
Milzaman è nato come una serie ma durante la realizzazione, non avevamo in mente di farla diventare una web serie, ma noi già come “Maladolescenza” avevamo un pubblico abbastanza vasto sul web perché in passato già avevamo prodotto dei piccoli video che venivano pubblicati sul web e in questo modo è venuto naturale trasformare la nostra serie Milzaman in una web serie, anche perché è una forma nascente molto interessante che riesce ad arrivare a un pubblico nuovo rispetto quello tradizionale della serie tv e molto probabilmente in un futuro molto vicino tutte le serie saranno web serie, in quanto ormai il concetto di serialità grazie al web è drasticamente cambiato.

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Avete scelto questo formato anche per arrivare a un pubblico più giovane?
In realtà Milzaman ha un suo pubblico sia tra i più giovani sia tra i meno giovani, però gli adulti che abbiamo conosciuto li abbiamo incontrati quasi tutti durante le proiezioni nei cinema e le proiezioni degli eventi che abbiamo organizzato.

Il linguaggio dialettale della serie è rappresentato principalmente dal palermitano popolare, raccontami un po’ il tipo di lavoro che avete fatto per raccontare al meglio determinati stereotipi e se è stato difficile trovare degli attori che riuscissero a interpretare al meglio i vostri personaggi?
Questa è stata una cosa che Luigi Mammana ci teneva moltissimo per la sceneggiatura. Tra l’altro nessuno di noi è nato a Palermo, ma tutti ci abbiamo vissuto. Quindi è una serie che nasce dall’amore verso una città che magari non è esattamente la tua terra però è diventata la nostra terra acquisita, noi l’abbiamo vissuta e la dovevamo lasciare, e ormai era chiaro che Milzaman era un dono da lasciare alla città. Luigi ha fatto un lavoro veramente straordinario, infatti tra i collaboratori delle sceneggiature ci sono gli attori di Milzaman, lui ha preteso che gli attori di Milzaman fossero tutti o quasi di Palermo e fossero in grado di contribuire alla sceneggiatura quindi nella serie ci sono tantissimi personaggi che dicono delle battute che hanno scritto anche loro. Luigi da parte sua, molto tempo prima aveva fatto delle ricerche, raccogliendo per anni detti e modi di dire. Nel frattempo durante le riprese e in fase di prove chiedeva agli attori palermitani qual era il modo migliore per dire una determinata cosa in dialetto palermitano e ovviamente la forma più stretta e popolare era quella che veniva scelta.
Uno degli scopi di Milzaman è quello di preservare una lingua che prima o poi si andrà a perdere, anche se per fortuna la Sicilia è una roccaforte della cultura popolare, ma in tantissime parti d’Italia è difficile ormai trovare il dialetto vero, quindi si deduce che certe tradizioni dalla lingua al cibo e così via, sono andate perse.

L’anteprima del terzo episodio è stato proiettato a Milano durante la manifestazione “Palermitan Beauty” com’è stato recepito dal pubblico milanese Milzaman con i suoi pezzettini di milza volanti?
In realtà abbiamo notato che la web serie è stata recepita meglio fuori dalla Sicilia, perché è una serie piena di chicche e perle di palermitanità che a Milano sono totalmente sconosciute. Magari il palermitano vedendo Milzaman sorride perché sono cose che abitualmente ascolta a casa, ma il milanese non ha idea di alcune espressioni e alcuni modi di dire così particolari e quindi si diverte tantissimo. Noi abbiamo fornito alla serie anche dei sottotitoli, infatti è stato un lavoro difficilissimo perché dovevamo rendere comprensibili dei modi di dire palermitani che in italiano erano impossibili da tradurre, ma abbiamo cercato di farlo nel miglior modo possibile purché si mantenesse il significato letterale.

Quali sono stati gli ostacoli più importanti che avete incontrato durante tutta la realizzazione della web serie?
Gli ostacoli più grossi ovviamente sono stati quelli di produzione, considera che il primo episodio è stato girato con cinquecento euro, con tempi lunghissimi per la realizzazione. Ma quando sono arrivati i soldi del crowdfunding abbiamo cercato di ottimizzare i tempi, e i costi. Quindi i problemi principali sono stati quelli di produzione perché meno soldi hai più è difficile fare le cose, esattamente per come li avevi immaginato. Infatti molte idee sono state impossibili da realizzare e le abbiamo dovute cambiare in corso d’opera perché non cerano i soldi per realizzarle.
Noi giravamo 20 ore al giorno dormivamo 4 ore. La mattina ci svegliavamo perché qualcuno stava iniziando a girare una scena e la sera andavamo a dormire dopo aver finito di compilare il programma dell’indomani.

Come vi siete finanziati la web serie?
Per il secondo e il terzo episodio abbiamo utilizzato esclusivamente i soldi del crowdfunding di Eppela, invece la prima puntata è stata finanziata personalmente da Luigi.

La web serie ha anche degli obiettivi sociali o educativi per quanto riguarda i messaggi che vuole trasmettere?
Sono un po’ velati a dire la verità, la malavita nella serie è molto stilizzata, non è tanto la mafia per com’è la mafia anche se ci sono delle cose vere in Milzaman. Non facciamo vedere tanto la mafia in sé ma una certa mentalità, tutti ormai sappiamo che quello che bisogna combattere in Sicilia è la mentalità e non l’organizzazione in sé che è la cosa più difficile da cambiare. Quindi un supereroe che in realtà è un meusaro abusivo che paga il pizzo, si tratta di un soggetto che è inserito in una società che favorisce la mafia. Quello che succede è che inizialmente lui combatte per sé stesso per non pagare il pizzo e lo fa semplicemente per aggirare, coerentemente con una mentalità un po’ mafiosa, cerca di evitare i problemi ma non cerca di combattere effettivamente la mafia.
Il personaggio di Milzaman man mano cambia, infatti nella terza puntata per la prima volta fa qualcosa per la città e non per sé stesso e quindi di fondo Milzaman rappresenta una persona qualsiasi che cambia modo di pensare. Questo è il messaggio velato presente in Milzaman.

Avete in mente di girare altri episodi di Milzaman?
Sarebbe bellissimo poter girare altri episodi ma tutto dipende dall’aspetto economico e dai costi di produzione perché nei precedenti episodi tutto lo staff ha lavorato gratis ma grazie ai soldi del crowdfunding non abbiamo speso nulla. E senza soldi è impossibile poter continuare.

Sarà possibile trovare Milzaman in altre città?
Ci sono tante idee e sono stati già scritti altri episodi ma non sappiamo se riusciremo a girarli, tra questi episodi ci sono altri supereroi inediti che vengono da altre città sia dalla Sicilia sia da altre parti d’Italia. Per esempio in questi sette episodi che avevamo scritto c’era Batman e Robin che erano in realtà Panelle e Crocchè. Ma purtroppo dovevamo trovare altri attori e quindi abbiamo dovuto tagliare fuori questi personaggi dal racconto per motivi di produzione.

La serie può essere un bellissimo spot per i prodotti gastronomici made in Sicily, anzi, made in Palermo?
Ci siamo detti infatti che noi siamo un’associazione di cinema e ormai anche di gastronomia per questa ragione. Infatti quando abbiamo organizzato il “Palermitan Beauty” portiamo del cibo tipico siciliano per lo stesso motivo del dialetto, perché come il dialetto anche il cibo tipico è un elemento della nostra terra che potrebbe per qualche ragione cambiare o scomparire. Lo street food è fatto principalmente da persone, ed è inserito in un economia difficile da gestire che sopravvive per determinate ragioni ma potrebbe tranquillamente scomparire e quindi anche quello va preservato.

Al termine di questa web serie che feedback avete avuto?
Abbiamo avuto numerosi riconoscimenti, premi e partecipazione presso numerosi festival di cortometraggi e web serie (Rome Web Awards, F.I.C.A., FI-PI-LI Horror e altri) e altri concorsi dove abbiamo varie nomination. Il 12 settembre è uscito anche il DVD in versione lungometraggio presso Home Movies (casa di distribuzione del film) disponibile su Feltrinelli, Amazon, DVDWeb e in diverse piattaforme digitali. Oltre le tre puntate rimontate in versione Director’s Cut sono presenti tanti contenuti extra del collettivo la Maladolescenza.

Nella troupe siete tutti siciliani e adesso vivete a Milano, per voi Milzaman rappresenta un contatto con la vostra terra?
Si, considera che quando dovevamo girare Milzaman vivevamo tutti a Milano quindi per fare le riprese ci siamo trasferiti per un mese a Palermo. E poi durante il montaggio che è durato parecchi giorni, io ogni giorno sentivo parlare siciliano anche se vivevo stabilmente a Milano quindi è stato un punto di contatto reale perché ci siamo dovuti spostare materialmente e tornare lì a Palermo per poter girare tutti gli episodi

Avete altri progetti in mente?
Si, La Maladolescenza per adesso è stato un collettivo informale di videomaker che opera tra la Sicilia e Milano adesso sta diventando ufficialmente un associazione ma i principali progetti che abbiamo adesso sono su Milano. La Maladolescenza ha avuto sempre come obiettivo di portare a galla realtà piccole, marginali, sconosciute e difficili da trovare soprattutto per il pubblico e anche Milzaman ha questo spirito di fondo. Così, il progetto più grande che abbiamo adesso è cercare di realizzare con il comune di Milano un festival annuale di cinema di genere con contenuti difficili da reperire ma in questo momento abbiamo solo idee, però è una cosa che volgiamo fare assolutamente. Insomma abbiamo tantissime idee, progetti, cortometraggi, serie e lungometraggi… e tante altre cose in cantiere.

Anna Venere Genova

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