Alla fine di questo articolo ti dirò cos’è “Bandersnatch” e perché è uno dei futuri possibili della narrazione. Promesso.

Dopo aver visto Black Mirror Bandersnatch e aver letto 840 recensioni, post, tweet e riflessioni di tutti i tipi, mi ero convinto di essere di fronte a un prodotto impossibile da definire.
Tutti, sia gli entusiasti – e occupandomi di Transmedia Storytellig non posso che essere tra quelli – sia i critici, abbiamo subito capito cosa non è Bandersnatch.

Bandersnatch non è un videogioco, non è un film interattivo, non è un storia a bivi e, se è per questo, non è neppure una cosa nuova.
Ma nessuno ci ha ancora detto chiaramente cos’è.

Quindi perché non provarci?

Una settimana fa ho scaricato Twine, il software per racconti a bivi che Charlie Brooker ha utilizzato per scrivere le prime 170 pagine dello script.
L’ho provato qualche giorno pensando di scrivere una recensione a bivi di Bandersnatch.

Poi sono successe tre cose:

1- Scrivere una recensione a bivi su una narrazione a bivi ti sembra una grande idea per i primi 10 minuti, poi capisci che no. No!
2- Al posto della recensione, con Twine ho scritto una lista della spesa a bivi: se voglio comprare i limoni dovrò andare alla Coop, se invece voglio il pesce andrò all’Esselunga. Se vado alla Coop allora prenderò anche i Kellog’s Frosties che però potrei avere già comprato all’Esselunga, ecc. Chissà, forse un giorno la pubblicherò. Di sicuro è più interessante di un’ennesima recensione su Bandersnatch.
3- Ho capito perché a un certo punto Netflix ha detto a Brooker di lasciar perdere Twine – a meno che non volesse utilizzarlo per la lista della spesa – e ha creato uno strumento di scrittura su misura per lui: Branch Manager. Perché Bandersnatch, come dicevo, pur non essendo una cosa nuova, non è nemmeno una cosa vecchia e non puoi trattarla con strumenti vecchi.

E allora davanti al computer e ai Kellog’s Frosties ho avuto una rivelazione: “Bandersnatch è un’opportunità!”.

Bandersnatch ha acceso una luce sulla possibilità che d’ora in poi gli autori avranno di raccontare una storia o anche solo una porzione di essa, esplodendo tutto il potenziale del mondo narrativo che hanno creato.
Ed ha acceso anche la luce sulla possibilità che gli spettatori avranno di esplorare un racconto, o anche solo una porzione di esso, in modo molto più completo rispetto a quello lineare.
È, appunto, una possibilità in più, che avremo tutti, è uno dei futuri – anzi ormai dei presenti – possibili. Ci saranno ancora le storie lineari, ci saranno i racconti a bivi, il transmediale, i film al cinema, le serie, i film su Netflix, i videogiochi, i fumetti e ci sarà anche questa modalità, che io ho deciso di chiamare, visto che avevo promesso di dare finalmente una definizione, “Bandersnatch Storytelling”.

Riccardo Milanesi

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